La terra dei miei sogni

La SEZIONE LA TERRA DEI MIEI SOGNI  definisce (e si occupa de) gli SCRITTI di don Tonino che vanno dal 1954 al 1982. > In Appendice gli SCRITTI di don Tonino, Vescovo | dal 1982 al 1993 | dedicati alla propria terra. «La raccolta antologica, ricca di inediti, propone gli scritti di don Tonino Bello antecedenti l’episcopato,…

Diario del 1962 * Indice

* Come dichiara lo stesso Autore, «l’agenda me  l’ha mandata Trifone per propiziarsi la mia benevolenza, dopo la durezza con cui l’ho trattato nei giorni scorsi: è un regalo che ho gradito moltissimo e ho deciso di rendervi il mio diario, ma… ahimé! Ho fatto il primo sbaglio. Tutto quello che ho scritto va riferito…

Diario del 1960 * Indice

* Come dichiara lo stesso Autore, che ha 24 anni, il proposito di redigerlo deriva dal fatto che «zio Antonuccio mi ha regalato questa agenda e mi ha esortato a scrivere il mio primo diario» (mercoledì 24 febbraio 1960). Il genere letterario del diario è gradito a don Tonino Bello, tanto che lo suggerisce agli alunni…

La triplice lezione dei Martiri di Otranto

Gesù Cristo sia al centro della nostra vita. Sia la nostra fede, la nostra speranza, la nostra carità.  Il brano del vangelo di Luca che abbiamo ascoltato (21, 9-19), disegna lo spazio di luce entro cui vanno collocate le gesta dei nostri ottocento Santi Martiri, dei quali in questo meriggio, con tanto tripudio di popolo,…

Al pozzo di Sichar. Appunti sulle alterità

Il mio compito è quello di indicare come il Signore ha gestito il rapporto con l’altro, con il diverso, con coloro cioè che non erano riducibili alla sua norma. Questo rapporto l’ha sfuggito o l’ha cercato? L’ha dribblato o l’ha provocato? L’ha temuto o l’ha desiderato? E quando è avvenuto il confronto con l’altro, Gesù…

I piedi di Bartolomeo

Carissimi, l’altro giorno ho ricevuto questa lettera. «Caro Vescovo, io non sono né marocchino, né tossicodipendente, né sfrattato. Temo, perciò, di non aver udienza presso di te. Perché ho l’impressione che oggi, se non si appartiene a quel campionario di umanità che ha a che fare con la violenza, con la prostituzione, con la miseria…

I piedi di Giovanni

Carissimi, è proprio un arrampicarsi sugli specchi voler trovare nei singoli beneficiari della lavanda dei piedi operata da Gesù, la sera del giovedì santo, altrettanti simboli delle diverse condizioni umane sulle quali egli, per impegnarci in un servizio preferenziale di amore, ha inteso richiamare la nostra attenzione? Ed è proprio fuori posto vedere in Giovanni l’emblema…

I piedi di Giuda

Carissimi, è più facile parlare delle labbra di Giuda che dei suoi piedi. Tutto a causa di quel bacio, naturalmente. Dagli affreschi di Giotto alle tele di Salvatore Fiume, infatti, gli artisti, allungandole come due ventose, hanno adoperato quelle labbra come simbolo del tradimento. Un tradimento che suscita reazioni emotive. Che allude. Una vigliaccata, insomma,…

I piedi di Pietro

Carissimi, tra le cose forti che oggi stanno emergendo nella coscienza cristiana, c’è il convincimento che i piedi dei poveri sono il traguardo di ogni serio cammino spirituale. Abbiamo capito un po’ tutti, cioè, che quando Gesù si curvò sulle prosaiche estremità dei suoi discepoli, più che offrirci il buon esempio dell’umiltà, volle soprattutto farci…

Il papa del sorriso (1963)

“Oh, che gioia, ce ne andiamo nella casa del Signore!” E aggiungeva: “Le valige sono pronte, posso partire!”  Ce lo ricorderemo sempre così, come lo riproducono i quadri che troppo poco sono rimasti appesi alle pareti delle nostre case, e che tra qualche giorno toglieremo con amaro rimpianto, temperato solo dalla gioia di sostituirne un…

Diario del 1960 | «Ton amitié surtout, mon Dieu, oui, oui».

Domenica 11 dicembre «Ton amitié surtout, mon Dieu, oui, oui». Mi risuonano continuamente nell’orecchio queste parole del P. Duval, stasera. Sono sceso a refettorio per sentire i dischi meravigliosi di questo giullare: mi sono commosso: «Ton amitié, mon Dieu, oui, oui». Oggi ho dettato 2 meditazioni alla gioventù femminile e poi, a pomeriggio, ho tenuto…

Diario del 1960 | Ho visto stasera, dall’ampia veranda che si affaccia sull’Adriatico, il sorgere della luna.

Mercoledì 10 agosto Ho visto stasera, dall’ampia veranda che si affaccia sull’Adriatico, il sorgere della luna. Una falce rossa di sangue. Dopo un’ora, si libra già nel cielo sereno e trema sulle acque tranquille. Laggiù, in fondo, qualche lampara. A occidente, il firmamento brulica di costellazioni. Sullo specchio dell’acqua si è aperto frattanto un solco…